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Leadership Forum con Donatella Treu

25
mag

25/05/2010
H. 18.30 - 20.30
Dove: Università Bocconi, Foyer Aula Magna via Gobbi 5


Donatella Treu è Amministratore Delegato del Gruppo 24 Ore Scarica il cv

Donatella Treu - Amministratore Delegato Gruppo 24 Ore
Scarica il cv di Donatella Treu (file pdf) 

Il benvenuto di Pietro Guindani, Presidente Bocconi Alumni Association:
"Donatella Treu non ha bisogno di molte presentazioni, però alcune parole ci tengo a spenderle perché ha un percorso secondo me esemplare, invidiabile e, da un mese e mezzo, è Amministratore Delegato del gruppo editoriale Il Sole 24 Ore.

Donatella Treu si è laureata in Economia e Commercio nel 1982 con una tesi sul valore strategico delle ricerche di marketing. Nel 1982 entra in IPSOA per uno stage e viene in seguito nominata Responsabile marketing e vendite dei corsi di formazione. Nel 1987 diventa Direttore della Direzione strategia e sviluppo e produce il primo piano strategico di IPSOA. Il gruppo viene acquisito da Wolters Kluwer e Donatella diventa Responsabile delle aree di business legale e di lavoro, poi Direttore del gruppo medesimo in Italia, e poi Direttore Generale. Nel 2003 è nominata Amministratore Delegato per l'Italia e nel 2006 l'Italia fattura una cifra senza precedenti: 250 milioni di euro, frutto delle strategie di crescita che ha saputo mettere in atto. Donatella diventa responsabile anche dell'Est Europa, nonché a livello mondiale della Divisione text and legal.

Dopo 26 anni nel gruppo IPSOA, accetta un'altra sfida: quella di entrare come Amministratore Delegato di un gruppo leader in Italia dell'informazione finanziaria: Il Sole 24 Ore".

Una sintesi dell'incontro:
 

Pietro Guindani
"Bene. Da questa esperienza tutti noi possiamo cogliere tanti spunti di riflessione. Siamo qui per imparare l'uno dall'altro, dalle reciproche esperienze. Chi è veramente Donatella Treu? Qual è il tuo stile, la tua firma? Per che cosa ti riconoscono, gli altri, come leader?"

Donatella Treu
"Sono una persona che ha caratterizzato il proprio percorso professionale continuando a guardare al nuovo come una sfida imprescindibile; ho sempre cercato di alzarmi l'asticella da sola, perché non mi accontentavo. I leader, secondo me, sono le persone che hanno la capacità di vedere il futuro e di cercare di analizzare correttamente il presente. Ci sono due concetti che mi appartengono:- sapere ascoltare e osare riguardo ad un futuro spesso incerto, assumendosi il rischio anche di sbagliare.

- Vedere l'azienda come la propria azienda, quindi non assumendo un ruolo da manager, ma da imprenditore. Bisogna cercare di fare in modo che nessuna opportunità vada perduta e tutto attraverso un concetto di squadra".

Pietro Guindani
"Ci puoi raccontare quali sono state le situazioni difficili e le sfide con cui ti sei confrontata?"


Donatella Treu
"Quando sono arrivata in IPSOA non c'era un ufficio Marketing strutturato. Quindi andai dall'allora Direttore e gli proposi di creare un micro-ufficio dedicato (eravamo tre persone). Gli portai un piano dove dimostravo che, se avessimo avuto una rete piccola ma dedicata e molto ben formata, avremmo prodotto un risultato migliore. Così fu fatto e mi diedero la responsabilità. Quindi: assumersi il rischio, avere un'idea chiara per cogliere un'opportunità e portare avanti quello in cui si crede fortemente".

Pietro Guindani
"Adesso, al Sole 24 Ore, il capo sei tu. Ma c'è stato un capo da cui hai imparato?"

Donatella Treu
"Di modelli di riferimento ne ho parecchi. La prima di tutti è stata mia nonna, da cui ho imparato ad avere coraggio, a non avere minimamente timore, in quanto donna, nel pormi con la giusta e corretta modestia in tutte le situazioni. Rispetto ai miei capi, ho imparato da tutti cose diverse e sono sempre molto attenta ad osservali. Credo che non ci sia un'età dove si finisca di imparare. C'è da imparare da tutti, anche dai colleghi.
Dal primo capo ho imparato che è importante lavorare pianificando bene le cose. Dal Capo mondo Wolters Kluwer, ho imparato che in certe situazioni bisogna conoscere anche il micro dettaglio. Una preparazione adeguata al contesto in cui si deve operare è la chiave del successo.Ho imparato ad essere curiosa e a documentarmi. Un capo belga mi ha insegnato che non sempre il tentare di andare diretti verso un obiettivo è la strada giusta, benché sembri la più veloce".

Pietro Guindani
"Ti sei mai trovata di fronte ad una situazione in cui ti sei accorta di aver fatto un errore?"

Donatella Treu
"Ho fatto un errore che poi mi è servito molto: ho fatto le famose ricerche di mercato, che mi avevano tanto appassionato nel periodo universitario, ed avevamo scoperto che un prodotto non era gradito perché, pensavamo, era troppo caro. Allora abbiamo deciso di andare al ribasso per venire incontro alle esigenze del cliente, aumentare la customer satisfaction. Il risultato è stato un disastro assoluto. Da lì ho imparato: mai cambiare il prezzo di un prodotto se non si cambia anche il nome del prodotto o la sua veste.
Un altro errore è stato quello di non aver capito subito come si lavora con colleghi di altri paesi. E' fondamentale capire bene la cultura e la modalità in cui le persone operano nel loro Paese. Non tutto è immediatamente globale, e non tutto è replicabile senza i giusti adattamenti".

Pietro Guindani
"Come affronti i conflitti e come li hai trasformati in successo?"

Donatella Treu
"Bisogna definire cos'è il conflitto. Se il conflitto è ricevere critiche, questo non mi spaventa. Laddove le critiche sono motivate, c'è solo motivo di crescita reciproca. La polemica invece è disfattista perché sterile, inutile ed è una perdita di tempo.Io cerco di operare nel bene dell'azienda, spiegando le mie ragioni o facendo passare con autorità quella che ritengo la cosa migliore, ma solo in casi eccezionali perché credo di più nell'autorevolezza che nell'autorità. Un capo mi aveva insegnato che è inutile mettere l'etichetta fuori dalla porta con il titolo "Direttore", perché fin quando non sarai riconosciuta, per ciò che hai fatto, degna di quel titolo, nessuno ti chiamerà o ti riconoscerà per quel titolo. E' parlando con le persone che si capisce subito il loro spessore o il valore che hanno".

Pietro Guidani
"Nella tua esperienza, laddove c'era una presenza femminile, hai trovato delle squadre più efficaci?"

Donatella Treu
"Non c'è una regola generale, dipende dalle persone. Le donne hanno la capacità di essere mediamente più organizzate e più predisposte al dialogo e di pensare oltre. Per contro, gli uomini, sono spesso molto coerenti rispetto a un obiettivo. Preferisco lavorare con gruppi misti e far crescere le persone, che dimostrino con i fatti che avevano un giusto motivo per stare seduti a quel tavolo".


Alcune domande dal pubblico

Ritiene ci sia una specificità dell'essere leader nel mondo editoriale? O gestire una casa editrice è come gestire un'altra azienda?

Donatella Treu
"Ogni azienda ha un mercato proprio e una competizione propria. Un leader deve avere la capacità, basata sulla competenza che ha acquisito, di riuscire a capire quali sono gli elementi distintivi di quel mercato. E, una volta che li ha colti, attraverso un metodo, deve riuscire a capire quali sono le soluzioni".

Nel suo percorso professionale, quali sono i limiti che ha rilevato e per i quali, se avesse una bacchetta magica, combatterebbe per un cambiamento?

Donatella Treu
"Da persona che ha operato in un contesto europeo, una delle cose che mi fa molto dispiacere è che l'Italia venga associata troppo spesso all'inefficienza, e che l'inefficienza sia associata alla Pubblica Amministrazione. A queste inefficienze vengono spesso collegati costi molto più consistenti per gli investitori che vogliono investire nel nostro Paese. Mi sono trovata in molti casi a difendere le eccellenze che in Italia ci sono, in tutti gli ambiti e in tutti i settori".

Nella sua esperienza passata, come ha scelto i membri del suo team?

Donatella Treu
"Il leader ha bisogno di un gruppo di colleghi che siano eccellenti, quindi che abbiano delle competenze specifiche elevatissime, ma che siano disposti a metterle al servizio del gruppo. Il protagonismo esasperato, o la persona che non è capace di mediare e di fare un passo indietro, se necessario, per il bene dell'azienda, fa solo male all'azienda. Se una persona non capisce che oggi l'integrazione è un valore imprescindibile e non lo condivide, non fa il bene dell'azienda. Quello che io valuto nelle persone e la loro capacità di dialogare con gli altri."